Il verde smeraldo del mar dei Caraibi. Da Saint Lucia a Santa Marta, Colombia

Immaginatevi di vivere dentro una lavatrice per 4 giorni e 4 notti: preparare i pasti principali, gestire la navigazione, regolare le vele, fare carteggio elettronico, impostare la rotta secondo le condizioni di vento e di mare, ma anche scrivere un diario di bordo, leggere e conversare con l’equipaggio, suonare la chitarra, fare le guardie notturne, andare al bagno. Ecco, tutto questo dentro una lavatrice in funzione che ti fa rollare da una parte all’altra in un continuo movimento. Più o meno è quanto accade quando traversi il mar dei Caraibi per più di 800 miglia dalle Antille alla Colombia con 4 metri di onda e una media di 25 nodi di vento.

Abbiamo navigato sempre di poppa con genoa tangonato a farfalla e randa ridotta con una o due mani di terzaroli. Sia di giorno che di notte abbiamo avuto numerosi groppi: li vedi arrivare alle spalle come nubi nere e minacciose, sembrano grandi felini che t’inseguono e con un balzo ti saltano addosso e t’inghiottono in un boccone per scaricarti addosso raffiche di vento e copiosi rovesci di pioggia. Di giorno puoi usarli per farti una doccia e levarti il sale di dosso, ma la notte sono fastidiosi e se hai la sfortuna di incapparvi durante una guardia notturna ne esci completamente fradicio. Ma tutte queste difficoltà non sono niente in confronto all’esperienza di navigare questo mare che in certe ore del giorno assume una colorazione smeraldina e le sue onde si inseguono come cavalli che corrono in una grande prateria. Spesso i delfini vengono a trovarci saltando allegramente al nostro fianco per decine di minuti ed è meraviglioso vedere la prua di Milanto che entra nell’incavo di queste grandi onde e ne esce surfando mantenendo la rotta con una media di 8,5 nodi. Abbiamo raggiunto velocità di quasi 13 nodi in certe occasioni, quando il vento rinforzava sopra i 30 nodi a largo della Peninsula de la Guajaira, dopo aver lasciato al traverso le isole di Boanire, Curacao e Aruba, poco prima del golfo del Venezuela e della baia di Maracaibo.

Le notti sono accompagnate da una grande luna che illumina le onde e ci concede una visibilità tale da non aver bisogno delle nostre torce personali per le manovre sul ponte e in pozzetto. A queste latitudini si naviga costantemente sotto la luce della polare a dritta e della croce del sud a sinistra, oltre alle altre milioni di stelle e costellazioni che illuminano il cielo e accompagneranno la nostra rotta per questo giro del mondo appena iniziato.

La costa della Colombia ci è apparsa la mattina del 5° giorno selvaggia e maestosa, ma anche inquieta perché siamo stati colti da una forte vento di quasi 40 nodi che ci ha costretto a ridurre le vele e fare attenzione per le ultime miglia che rimanevano all’arrivo. Incredibile a dirsi ma appena arrivati all’ingresso le baia di Santa Marta il vento è calato del tutto e abbiamo dovuto risalire con un refolo di vento fino alla linea di arrivo fra l’isola del Morro e il Morro Chico di fronte all’ingresso della Marina di Santa Marta.

È stata una bella navigazione e un bel battesimo per la nostra crew che si è allenata già in condizioni impegnative. Abbiamo passato la linea di arrivo secondi assoluti e primi nella nostra categoria di imbarcazioni monoscafo. E adesso? L’avventura è appena iniziata, la prossima tappa non sarà una regata, ma la scoperta degli indigeni Guna alle isole San Blas!