Dovrei paragonarti a un giorno d’estate? Calipso nell’isola di Tahiti

Mi sveglio presto al mattino, mi preparo il tè, esco sul ponte di Milanto e vado a sedere a prua. L’isola di Moorea sta sempre di fronte a me, oltre la barriera corallina, dove vedo frangersi le onde dell’oceano in una lunga linea bianca. Mi aspetta ogni mattina per darmi il buongiorno, libera dalle nuvole che durante il pomeriggio si fermeranno sopra i suoi picchi vulcanici, così come accade sulle nostre isole del Mediterraneo, quando diciamo che i monti mettono il cappello.

Moorea

Sono ormai quasi due settimane che i giorni si ripetono sempre uguali in questo paradiso forzato. Qui a Tahiti il lockdown è più rilassato che in tanti paesi europei. Possiamo liberamente passeggiare in banchina, raggiungere la barriera con il tender per nuotare fra pesci di mille colori, uscire per fare spesa, ma anche correre sulle colline qui di fronte o prendere un taxi per andare a fare un bagno in una spiaggia vicina.

Una spiaggia al tramonto

Le attività commerciali sono chiuse e non è permesso fare escursioni nell’isola, ma non ci possiamo certo lamentare. Le notizie che ho da casa sono ben più drammatiche e ci sentiamo privilegiati ad essere finiti in questa parte di mondo mentre stava scoppiando la pandemia. La gente qui sta principalmente in casa e segue i provvedimenti del governo locale, ma la sera incrocio qualcuno che come noi approfitta del tramonto per fare attività sportive all’aria aperta. Ci salutiamo a debita distanza, con cortesia, ma anche con una certa diffidenza: “Bonsoir”. “Bonsoir”.

Get fit!
Un amico tahitiano

Sembra di vivere in una realtà parallela, in un’atmosfera ovattata dove il tempo si è fermato. Ed effettivamente la nostra vita all’improvviso si è arrestata, come se fossimo reclusi in un giardino incantato: così come Ulisse nella lussureggiante isola di Ogigia, dove Calipso, dea del mare, lo teneva con sé.  Dopo tutti questi mesi di navigazione – in cui i cicli di guardia notturna si alternavano alle varie attività di gestione delle andature, della regolazione delle vele, della programmazione delle rotte, insomma all’avventura di questo giro del mondo – adesso Milanto è ferma in banchina alla Marina Taina, a sud di Papeete, ed aspetta di poter ripartire. Una ricca vegetazione di palme da cocco, banani, alberi di mango, fiori dai colori sgargianti e altri frutti tropicali cresce spontaneamente sulle pendici boschive e le montagne che s’innalzano a picco sull’oceano. Inoltre l’isola è protetta da una profonda barriera di coralli popolata da una colorata fauna marina tropicale. Una meraviglia per chi pratica immersioni, ma anche solo per chi nuota con maschera e boccaglio.

Il reef

Ci troviamo in un luogo dove la natura ha concesso doni in abbondanza. Tutti i giorni Paolo e Cecilia – gli amici velisti italiani di Ariel, il loro splendido Hallberg Rassy 53 – mi ospitano sul loro tender per andare a fare il bagno alla barriera. Mi diverto a vedere queste città sottomarine di concrezioni calcaree che sembrano castelli turriti o palazzi dalle forme più strane. Una manta maculata passa rasente al fondo sabbioso e d’improvviso un branco di piccoli pesci azzurri attraversa la mia visuale. Cecilia ha visto anche uno squalo di un metro e mezzo. “Parte il postale delle 10!” scherza Paolo quando lasciamo Ariel per attraversare quello specchio di mare che ci conduce alla barriera. Paolo è un velista esperto, ma è anche un medico ed ha messo a disposizione le sue competenze per tutte le barche in attesa in questo porto affiggendo un cartello alla capitaneria. Non solo fornisce consigli su come proteggerci dal contagio, ma si occupa anche di piccoli problemi di salute fra i vari equipaggi. Milanto e Ariel ormai sono due barche amiche che hanno deciso di proseguire insieme il viaggio appena potremo riprendere la navigazione.

Paolo e Cecilia

Ma ci sono anche altre barche con cui condividiamo questa sosta: Sea Lover, il catamarano di Daniel, elegante messicano che ci racconta barzellette e ci offre assaggi di tequila di primissima qualità; la famiglia belga di Deo Juvante, con due simpatici bambini che s’inventano giochi e corrono con le loro biciclette fra le banchine del porto; Pino, proprietario di un albergo a Roma, con il suo equipaggio di marinai sardi, che ci ha ospitato per una cena sul suo spazioso catamarano. E poi c’è Rachael, esperta skipper inglese di Starling, uno dei clipper della sua società di charter e training di vela. L’equipaggio che aveva a bordo è stato rimpatriato e lei sta aspettando la nave cargo che riporterà la barca in Inghilterra.

Amancio, Valerio, Rachael ed io nel quadrato di Starling

Rachael ha studiato letteratura a Cambridge e tutti i pomeriggi ci incontriamo per tradurre sonetti di Shakespeare in una nuova versione italiana. Le traduzioni che conosco non mi hanno mai soddisfatto ed è bello condividere un interesse letterario con qualcuno. Anche qui a Tahiti! Lavoriamo tutti i pomeriggi per due o tre ore, analizzando parole, scomponendo le frasi, ascoltando il suono dei versi e delle rime. Per adesso si tratta solo di bozze, ma alcune idee sembrano davvero efficaci, chissà se prima o poi non pubblicheremo qualcosa! Poi andiamo a correre sulla collina per liberare la mente, e fatichiamo mentre saliamo su per la strada che s’inerpica fra le villette della zona residenziale che si erge sopra la marina. Le galline vengono lasciate razzolare libere ai margini della via e volano in alto sui rami degli alberi quando ci avviciniamo. Sono quasi selvatiche, nessuno ha spuntato le penne per impedire loro di volare. E pensare che non avevo mai visto una gallina prendere il volo così in alto, pensavo anzi che non ne fossero capaci. Quando scendiamo giù, rallentando per riprendere fiato, il sole tramonta su Moorea ed è il momento più bello della giornata. Quando tutto l’orizzonte si riempie di nuvole basse che s’infiammano e l’isola restituisce il profumo dei fiori e degli alberi da frutto.

Un giardino di Tahiti

La sera capita che recitiamo le nostre traduzioni agli amici velisti, come in un piccolo spettacolo di poesia che spesso accompagniamo con una o due canzoni suonate alla chitarra. Come sta avvenendo in tutto il mondo in questo tempo sospeso, anche qui riscopriamo il gusto per le cose semplici: declamare una poesia in pubblico o fare musica insieme. In questo soggiorno quasi irreale ognuno si  rivolge ad una propria attività. C’è chi si occupa della manutenzione della barca, chi fa fitness, chi si dedica alla cucina. Come il nostro Amancio che ogni giorno s’impegna nella sperimentazione di un piatto della tradizione spagnola. Negli ultimi giorni Valerio ed io siamo stati oggetto di vere e proprie esperienze culinarie: ensaladilla russa, lasagna de verduras, calabacines repienos de carne, berenjenas repiena de verdura, escabeche de atun, caldereta de gambas, atun con salsa de lemon alcaparras y anchoas, escalibada, flan de coco e flan de cafè.

Insomma l’impero dei sensi per le nostre papille gustative!

E la pandemia? Ovviamente incombe in ogni nostra conversazione. Anzi in questa piccola comunità internazionale fatta di velisti e di gente di mare arrivano tutte le teorie del complotto che si possano immaginare, ma anche tante riflessioni più misurate. Inoltre riusciamo a leggere qualche quotidiano on line e ci teniamo informati. Anche noi siamo preoccupati per la nostra attività di charter, perché per adesso i voli sono soppressi e molti dei nostri passeggeri non hanno potuto raggiungerci. Ma ci chiediamo anche cosa ne sarà del mondo che conoscevamo. Quali pericoli e quali opportunità dovremo affrontare in futuro. Mille altre domande cui è difficile rispondere.

Per adesso possiamo solo vivere giorno per giorno, cercando di condividere il più possibile la bellezza della natura che ci sta intorno e quella che ognuno di noi porta dentro. Ma il nostro obiettivo principale rimane quello di salpare appena ci sarà possibile, continuando a navigare verso ovest in questo lungo e sempre più incredibile viaggio intorno al mondo.

L’interno di un’abitazione vicina alla spiaggia

Shall I compare thee to a summer’s day? 
Thou art more lovely and more temperate:
Rough winds do shake the darling buds of May,
And summer’s lease hath all too short a date: 
Sometime too hot the eye of heaven shines,
And often is his gold complexion dimm’d; 
And every fair from fair sometime declines,
By chance, or nature’s changing course, untrimm’d;
But thy eternal summer shall not fade
Nor lose possession of that fair thou ow’st;
Nor shall Death brag thou wander’st in his shade,
When in eternal lines to time thou grow’st; 
So long as men can breathe or eyes can see,
So long lives this, and this gives life to thee. 

Dovrei paragonarti a un giorno d’estate?

Il tuo essere è più amabile e moderato

Forti venti scuotono le delicate gemme di maggio

E il corso dell’estate finisce troppo presto

Talvolta l’occhio del cielo splende troppo forte

E spesso il suo aspetto dorato si riduce

E ogni cosa bella la bellezza talvolta declina

Per caso o per immutabile ciclo della natura

Ma la tua eterna estate non dovrà svanire

Né perder la bellezza che possiedi

Né dovrà la morte farsi vanto che tu vaghi nella sua ombra

Quando in eterni versi nel tempo tu crescerai

Finché uomo potrà respirare o occhio potrà vedere

Queste parole vivranno a lungo e ti daranno vita